Come è variato l’ INDICE DI ROTAZIONE delle ospedalizzazioni COVID in Italia ?

Buongiorno Italia.

A partire da fine luglio 2020 l’Italia sta affrontando la fase 2 della epidemia di SARS-CoV-2 (comunemente detta Covid-19).

Al momento in cui scrivo, questi sono i dati pubblicati dalla Protezione Civile.

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Fonte Protezione Civile — 24/10/2020

Queste numeriche viste in prospettiva temporale (ovvero dall’inizio dell’epidemia) appaiono distribuite in questo modo:

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Andamento delle principali numeriche

Molta dell’attenzione dei media è concentrata sul totale dei casi. Come i grafici suggeriscono questo dato che in crescita vertiginosa. Il governo per altro ha già adottato misure di contenimento e altre sono in arrivo.

Uno dei dati più critici resta comunque la gestione dei pazienti che ricorrono alle strutture ospedaliere.

Relativamente a questo tema ho analizzato i dati per individuare un KPI più significativo rispetto a quello presentato dai media.

L’indice di rotazione dei pazienti può a mio avviso dare una visione più organica della situazione corrente e pregressa.

Per ottenerlo ho dunque analizzato le curve dei totali ospedalizzati e dei pazienti dismessi partendo dalla fonte ufficiale diramata dalla Protezione Civile (https://github.com/pcm-dpc/COVID-19).

L’idea di base è capire se esista una correlazione fra la curva dei pazienti dismessi perché guariti e la curva degli ospedalizzati alla quale viene applicato un “lag”.

L’indice di rotazione (IR) sarà pertanto il rapporto fra 365 e questo lag di massima correlazione

Passando ai numeri.

Fase 1 (febbraio-giugno)

Il lag che massimizza la correlazione è pari a 76, per un IR = 5

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Fase 1

Fase 2 (luglio-oggi)

Il lag che massimizza la correlazione è pari a 9, per un IR = 41

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Fase 2

Dunque un paziente che entra in ospedale esce all’incirca 9 gg dopo. In fase 1 invece, quando comunque il virus era nettamente più aggressivo il sistema impiegava più di due mesi per essere di nuovo pronto.

Da questo dato quindi a mio avviso:

L’indice di rotazione è un parametro da tenere sotto controllo oltre alla percentuale di saturazione del servizio ospedaliero

Conclusioni

Attualmente i media concentrano la loro attenzione sui valori assoluti dando poco rilievo ai KPI e ai trend di confronto e di lungo periodo.

Oltre a valutare la saturazione del servizio ospedaliero è opportuno a mio avviso considerare l’indice di rotazione dei pazienti guariti rispetto a quelli ospedalizzati.

In fase 2 l’indice di rotazione delle ospedalizzazioni Covid migliora passando da 5 (fase 1) a 41 (oggi).

Monitorare questo indice è sicuramente un aspetto da considerare nella valutazione del sistema ospedaliero Italiano.

Appendice

In ultimo il frammento di codice per generare i grafici di cui sopra.

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